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La sostenibilità sfila alla Milano Fashion Week 2024, tra innovazione e moda responsabile

  • Writer: Redazione
    Redazione
  • Sep 27, 2024
  • 5 min read

La Milano Fashion Week 2024 ha riconfermato il suo ruolo di leader nel panorama della moda mondiale, non solo per le sue proposte creative, ma soprattutto per il suo impegno verso la sostenibilità.


Quest'anno, una rinnovata sensibilità - che da tempo investe il settore - ha dominato le passerelle e gli eventi, segnalando una chiara direzione per il futuro della moda: un equilibrio tra estetica, innovazione e responsabilità sociale delle imprese.


Moda sostenibile: da tendenza a necessità


Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è passato da semplice tendenza a una vera e propria necessità per le case di moda.


La produzione di abiti e accessori non può più ignorare l'impatto sulla Governance, sulle parti interessate - sviluppando un nuovo stakeholders approach rispetto al (datato) shareholders approach - per intervenire in ambito Social e conseguentemente sull’Ambiente (Enviromental), e i brand presenti alla Milan Fashion Week hanno dimostrato come la creatività possa fondersi con l'innovazione responsabile.


Designer emergenti e brand blasonati hanno adottato - o stanno adottando - nuovi modelli di produzione, dall'utilizzo di tessuti riciclati e materiali biodegradabili alla riduzione delle emissioni e del consumo energetico nei processi produttivi.


WSO: focus sulla moda sostenibile


Tra gli eventi più attesi della settimana della moda milanese, il WSO (World Sustainability Organization) ha ospitato un'importante conferenza venerdì 17 settembre, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci".


L'evento ha riunito alcuni dei più importanti nomi del settore moda e imprenditori per discutere delle sfide e delle opportunità legate alla sostenibilità nella moda.


Durante la conferenza sono state presentate diverse iniziative che mirano ad intervenire su uno degli ambiti identificati nell’acronimo ESG, procedendo - ad esempio - a ridurre l'impatto ambientale delle produzioni tessili, anche monitorando la Supply Chain in cui si innestano i fornitori.


Tra queste, la collaborazione tra WSO e brand di lusso per promuovere l'uso di materiali certificati eco-friendly (ancorché non possiamo dimenticare che il Parlamento Europeo e gli Organismi europei stanno già preparando una Direttiva per impedire l’uso improprio di parole che afferiscono alla sostenibilità ambientale al fine di evitare il cosiddetto green washing) e il monitoraggio delle emissioni di carbonio lungo tutta la filiera produttiva, intervenendo sullo Scope 1, sullo Scope 2, ma soprattutto sulla Scope 3. 


Inoltre, si è parlato di nuove tecnologie per il tracciamento e la trasparenza (ex. Blockchain) delle Supply Chain, offrendo ai consumatori (e alle imprese) una maggiore consapevolezza su ciò che acquistano, ma non dimenticando di citare la grande forza che il legislatore europeo sta ponendo all’attenzione dei più ossia il “digitale”


L'evento ha sottolineato l'importanza di una moda che non solo soddisfi le esigenze estetiche e funzionali, ma che sia anche allineata ai principi etici e sostenibili

 

Sostenibilità come fattore di distinzione


La sostenibilità non è solo una “questione di etica”, ma é un vero e proprio fattore di distinzione per i brand. Sempre più imprese comprendono che i consumatori, specialmente le generazioni più giovani, sono attenti all'impatto ambientale e sociale dei prodotti che acquistano. La trasparenza e l'impegno verso una moda più trasparente (nei processi e nelle scelte,…) diventano elementi imprescindibili per “costruire” un marchio solido e duraturo.


E i brand per tale motivo stanno anche intervenendo sulla Governance aziendale, anche a causa di un noto caso avvenuto nei mesi scorsi ad un grande e noto brand mondiale.


Alla Milan Fashion Week 2024, molti brand hanno fatto della sostenibilità il fulcro delle loro collezioni, proponendo capi che combinano innovazione tecnologica e rispetto per l'ambiente.


L'economia circolare e il futuro della moda


Un altro aspetto cruciale emerso durante la Milan Fashion Week 2024 è stato l'approccio all’economia circolare. La moda del futuro non può più basarsi su un modello lineare di "produzione-consumo-smaltimento", ma deve puntare al riuso, al riciclo e alla rigenerazione dei materiali e di ogni risorsa impiegata. I brand che hanno sposato questo approccio stanno creando capi modulari, facilmente riparabili o trasformabili, che incoraggiano il consumatore a considerare l'acquisto come un investimento a lungo termine.


La possibilità di dare nuova vita a capi esistenti, attraverso il riciclo o il riutilizzo creativo, sta diventando una componente fondamentale nella narrativa di molti designer. Queste iniziative non solo riducono i rifiuti, ma offrono anche una risposta concreta alla crescente domanda di moda sostenibile.


La Milan Fashion Week 2024 ha evidenziato come la sostenibilità non sia più una scelta opzionale, ma una priorità assoluta per il futuro della moda, anche se è ormai (1) mandatory per i big brand e (2) necessario per i brand che appartengono alla Supply Chain di altre imprese, essendo entrato in vigore proprio ieri, 25 settembre, il D.Lgs 125/2024 che recepisce la Direttiva UE 2022/2464 “Corporate Social Responsabilities Directive” (CSRD). 

Con eventi come la conferenza WSO e le numerose collezioni sostenibili presentate, la settimana della moda ha dimostrato che è possibile combinare stile, innovazione e rispetto per l'ambiente, rinviando anche ad una sostenibilità finanziaria che è necessaria per l’esistenza stessa dei brand


Questo cambiamento è rafforzato anche dall’introduzione di una seconda importante Direttiva europea, nota come CSDDD o CS3D (Corporate Social Due Diligence Directive) che sarà recepita in futuro nel nostro Paese, la quale unitamente alla prima Direttiva citata (CSRD) e ad un sistema tassonomico in parte già prodotto e in parte in via di definizione (Taxonomy e European Sustainability Reporting Standards, i secondi anche noti con l’acronimo ESRS) consente/obbliga le aziende italiane ed europee a misurare gli impatti e a proporre soluzioni concrete (poi da comunicare tramite una rendicontazione trasparente e dettagliata) da un punto di vista ambientale, sociale e di gestione delle imprese.


Allinearsi agli standard europei o già presenti o nascenti in Paesi extraeuropei) diventerà sempre più fondamentale per i brand di moda, soprattutto alla luce della crescente attenzione alla Responsabilità Sociale delle Imprese (anche nota come Corporate Social Responsability - CSR)  sulle parole Profit, People, Planet (3P). 


Le pratiche CSR Compliant non solo offrono un vantaggio competitivo (che si traspone anche nei valori di bilancio, cui si aggiungono le positive conseguenze qualora il brand sia asset di una società quotata) ma sono essenziali per soddisfare le aspettative dei consumatori, degli investitori e di tutte le parti interessare, che cercano marchi impegnati in una trasformazione sostenibile.


La sfida per i prossimi anni sarà quella di rendere queste pratiche comuni e accessibili ad ogni industry e non solo, ispirando un cambiamento che non si limiti alle passerelle, ma che coinvolga l'intero “sistema moda”, in un quadro di trasparenza e responsabilità misurabile e di cui noi di The Suistanability Observer continueremo a raccontarvi. 


Per ogni dubbio, quesito, approfondimento o anche solo per curiosità scrivici a info@thesustainabilityobserver.com


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